• ALIERASAURUS RONCHII
  • SFENACODONTIDE
  • CHI SONO I SINAPSIDI

Epoca: Permiano, a cavallo tra Cisuraliano e Guadalupiano, tra 272 e 268 milioni di anni fa

Dimensioni: oltre 7 metri di lunghezza

Peso: 2,8 tonnellate

Gruppo di appartenenza: Synapsida > Caseidae

Dieta: erbivoro

Siti di ritrovamento: Torre del Porticciolo, Cala del Vino, Sardegna, Italia


Il nome di questo animale significa sauro di Alghero (Aliera), mentre la specie è dedicata ad Ausonio Ronchi, sedimentologo dell'Università degli Studi di Pavia che per primo riconobbe l'importanza dei reperti.

Le dimensioni dei fossili non lasciano dubbi sulla taglia di Alierasaurus, qui ricostruito a grandezza naturale: potrebbe essere l'animale terrestre più grande di tutto il Permiano. Il corpo largo e pesante, tipico dei caseidi, ospitava un enorme apparato digerente da erbivoro, necessario per estrarre i nutrienti dalle piante. Gli arti, muscolosi e dai tendini assai robusti, terminavano con mani e piedi ampi e corti, armati di grossi artigli, utili sia per scavare, sia per manipolare le piante, sia per la difesa. È probabile che gli alierasauri avessero uno stile di vita simile alle iguane, i più grandi tra i rettili erbivori odierni, e che proprio come loro fossero in grado di nuotare molto bene.

Epoca: Permiano, a cavallo tra Cisuraliano e Guadalupiano, tra 272 e 268 milioni di anni fa

Dimensioni: circa 2 metri di lunghezza

Peso: 40 chilogrammi

Gruppo di appartenenza: Synapsida > Sphenacodontidae

Dieta: carnivoro

Siti di ritrovamento: Torre del Porticciolo, Cala del Vino, Sardegna, Italia


Lo sfenacodontide di Torre del Porticciolo aveva mascelle da predatore, robuste e dal tipico mento squadrato, equipaggiate con denti anteriori adatti ad afferrare la preda e denti posteriori fatti per tagliare la carne. Le spine neurali delle vertebre del dorso degli sfenacodonti sono decisamente allungate: alla base supportavano una forte muscolatura, mentre al loro apice erano ricoperte di pelle a formare delle strutture ornamentali, dalla peculiare vela di Dimetrodon, alla bassa cresta di Sphenacodon, genere a cui si ispira in via conservativa la presente ricostruzione a grandezza naturale. I resti, tutt'ora in studio, potrebbero appartenere a una nuova specie.

Nell’immaginario collettivo si tende erroneamente ad associare la parola “dinosauri” a tutte le specie preistoriche; al contrario moltissimi animali estinti, come l’alierasauro e lo sfenacodonte esposti in questa sala, non sono dinosauri, anche se al pari di questi hanno un aspetto stupefacente.

Essi fanno parte dei Sinapsidi, il gruppo a cui appartengono anche i mammiferi odierni, umani compresi. I sinapsidi sono comparsi 70 milioni di anni prima dei dinosauri e già nel Permiano avevano evoluto forme di grandi dimensioni, sia erbivore sia carnivore.

Questo schema evolutivo, chiamato “cladogramma” in gergo specialistico, illustra le parentele dei sinapsidi nel grande gruppo degli Amnioti, quei vertebrati che hanno colonizzato la terraferma dopo l'invenzione di un nuovo tipo di uovo che li affrancava dall'acqua per la riproduzione.

È tra i sinapsidi sfenacodontoidei del Permiano che vanno ricercati i lontani antenati di quella lunga catena evolutiva che porterà nel Triassico alla comparsa dei mammiferi.